C'e' da salvare la citta' nella natura

"C'e' da salvare la citta' nella natura. Il risanamento dall'interno.
Basta che i fautori del progresso si pongano il problema.
Questa regione, [...] e i villaggi intorno, dovrebbero essere rispettati proprio nel loro rapporto con la natura. Le cose essenziali, nuove, da costruire, non dovrebbero essere messe addosso al vecchio.
Basterebbe un minimo di programmazione. ........e' ancora in tempo per fare certe cose. [...]
Quel che va difeso e' tutto il patrimonio nella sua interezza.
Tutto, tutto ha un valore: vale un muretto, vale una loggia, vale un tabernacolo, vale un casale agricolo.
Ci sono casali stupendi che dovrebbero essere difesi come una chiesa o come un castello.
Ma la gente non vuol saperne: hanno perduto il senso della bellezza e dei valori. Tutto e' in balìa della speculazione.
Cio' di cui abbiamo bisogno e' di una svolta culturale, un lento sviluppo di coscienza......".
Pier Paolo Pasolini, 1974

domenica 19 giugno 2016

Una bella giornata insieme agli amici

E' andata! Siamo stati benissimo, tutti sono stati soddisfatti e s'e' fatta sera senza che ci accorgessimo del tempo che passava fra le chiacchiere, gli stuzzichini e birra e vino artigianali (made Mercato Brado).
Grazie a tutti i partecipanti:
- ortolani/e
- paesani/e
- parenti
- amici/amiche
- conoscenti
- compagni/e
- cittadini/e
- resistenti...

Grazie a Papigno che ci ha ospitati con affetto e interesse.











mercoledì 15 giugno 2016

Comunicato stampa "Gli Impolverati"


Sabato 18 giugno, alle ore 17, presso la sala Consiliare di Papigno, si terrà la presentazione del libro “Gli Impolverati. Cronaca di un ecocidio” di Maria Cristina Garofalo.
Il volume, autofinanziato, i cui proventi saranno utilizzati per altri studi sulla situazione ambientale e la salute nella Conca ternana, inaugura la collana Libere Edizioni delle Polveri, ripercorrendo e raccontando con documenti storici la devastazione ambientale che l’industrializzazione forzata ha determinato nella Conca Ternana e nella Bassa Valnerina.
Uno studio dalla parte degli ultimi, di quelli a cui nessuno prima, dopo e durante ha dato voce.
Sono gli stessi abitanti di Papigno, di Collestatte, di Cervara, che parlano attraverso ‘le carte’. Sono le voci di chi nel primo decennio del ‘900 ha assistito impotente alla distruzione del proprio ambiente di vita, di lavoro, e del proprio paesaggio, in nome di un fumoso (è proprio il caso di dirlo) progresso, che li definì “Impolverati”, calpestò i loro diritti, rapinò acqua e terre, e mise a rischio la loro salute.
Da questa macabra anticipazione di land grabbing, sembra che nulla sia cambiato in un secolo e poco più: le polveri continuano a ricoprire la terra, impestare l’aria  e i polmoni delle persone; il sogno industriale è svanito. Molte fabbriche hanno chiuso lasciando il posto al SIN Papigno-Terni, in cui le discariche e le contaminazioni continuano a vivere indisturbate dalla politica e dalle istituzioni.
La costante della negazione dei diritti delle popolazioni all’autodeterminazione ambientale ed alla salute è il trait d’union che lega i protagonisti di ieri e quelli di oggi: siamo ancora Impolverati, ma consapevoli e pronti a far valere i nostri diritti di cittadinanza sulla nostra terra.