C'e' da salvare la citta' nella natura

"C'e' da salvare la citta' nella natura. Il risanamento dall'interno.
Basta che i fautori del progresso si pongano il problema.
Questa regione, [...] e i villaggi intorno, dovrebbero essere rispettati proprio nel loro rapporto con la natura. Le cose essenziali, nuove, da costruire, non dovrebbero essere messe addosso al vecchio.
Basterebbe un minimo di programmazione. ........e' ancora in tempo per fare certe cose. [...]
Quel che va difeso e' tutto il patrimonio nella sua interezza.
Tutto, tutto ha un valore: vale un muretto, vale una loggia, vale un tabernacolo, vale un casale agricolo.
Ci sono casali stupendi che dovrebbero essere difesi come una chiesa o come un castello.
Ma la gente non vuol saperne: hanno perduto il senso della bellezza e dei valori. Tutto e' in balìa della speculazione.
Cio' di cui abbiamo bisogno e' di una svolta culturale, un lento sviluppo di coscienza......".
Pier Paolo Pasolini, 1974

venerdì 17 luglio 2026

So' soddisfazioni...

...per noi che ci accontentiamo di "poco", non amiamo i riflettori, ma la Natura (che evidentemente è dalla nostra...).

Ne avevamo piantati 12 di peschi, da vivaio, ormai 14 anni fa, per riportarli simbolicamente vicino al loro sito naturale prima che la calciocianammide con le sue polveri venefiche li uccidesse.

Ne sono sopravvissuti tre, di cui uno "riparato-ingessato" da me, perché il solito sconsiderato per cogliere un'unica pesca spaccò uno dei rami portanti.

Oggi quello stesso ramo e l'intera pianta sono vivi e vegeti (lo sconsiderato non so...), ed è un piacere che commuove vedere che c'è l'ha fatta a vincere sulla stupidità umana.

Poco più in là del nostro umile e generoso pescheto, sopravvive ancora l' insulto della fabbrica con il suo bel SIN contaminato,  "incontaminato" della leggendaria bonifica ...












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